Il Bosco Verticale: manutenzione, irrigazione e potatura

Bosco in citta Bollate Pagi

Il Bosco Verticale: manutenzione, irrigazione e potatura

Ecco quali sono i segreti della manutenzione che ci sono dietro ad uno dei palazzi più ecosostenibili del mondo

Laura Gatti, l’agronomo paesaggista che ha curato la parte verde del palazzo insieme a Emanuela Borio ha risposto ad alcune domande sul “nuovo edificio più entusiasmante al mondo”, come definito da un quotidiano britannico. Negli ultimi anni la Gatti ha scelto piante che potessero resistere alle condizioni ambientali estreme a cui sarebbero esposte e ha risolto questioni tecniche e logistiche complicate, conciliando esigenze botaniche e ingegneristiche.

Ma la foresta verticale è davvero sostenibile?  Il “bosco verticale” ha ricevuto apprezzamenti a livello mondiale, ma anche diverse critiche. Quella che interessa maggiormente riguarda la sostenibilità ambientale del progetto: per sostenere il peso di piante ed arbusti sono stati necessari rinforzi in acciaio e cemento, sistemi di irrigazione specifici e soluzioni per gestire il vento. Tutte queste misure hanno richiesto un indigente dispendio energetico, sia in fase di realizzazione che in fase di gestione. 

Vediamo la scelta di rivestire un edificio con vegetazione: quali sono i motivi?

Ci sono sicuramente tanti vantaggi, sia per chi abita all’interno dell’edifico, sia che per chi ci passa o abita vicino. Nello specifico, l’isolamento acustico, il filtraggio delle polveri sottili e la produzione di ossigeno, l’abbassamento della temperatura nei mesi caldi e il richiamo di diverse specie di uccelli che favoriscono la biodiversità. Alcuni studi inoltre hanno dimostrato il beneficio visivo dell’osservare la natura sulla psicologia dell’uomo.

Quali piante sono state scelte? 

Bosco in citta Milano Pagi


Il primo criterio di scelta è stato quello della resistenza: al vento, che in cima agli edifici a 80 o 110 metri d’altezza è molto forte, alle potature e alle aggressioni dei parassiti. Sono state scartate piante allergiche e sono state invece preferite piante semplici da mantenere che fossero in grado di fissare le micro polveri. Alcune piante selezionate per produrre l’effetto visivo del bosco sono quindi state lecci, noccioli turchi, faggi e pruni, tra le altre piante più piccole. 

Come è stata affrontata la questione della sicurezza? 

Ogni albero è ancorato ad una fune di sicurezza, tesa in verticale, in modo che se anche i rami o il tronco si dovessero rompere rimangano sospesi e non cadano. In fase preliminare le piante sono state sottoposte ai test della galleria del vento a Miami, in condizioni di forte stress. Sono anche state fatte verifiche di portata e impermeabilizzazione sulle vasche da cinque metri cubi di terra che accolgono le piante, che sporgono di 3 metri e mezzo dalla facciata delle torri.

La gestione del verde è centralizzata: irrigazione, potatura, revisione periodiche. Quale reale contatto avrà con le piante chi vive all’interno?

 

Il verde del Bosco Verticale è condominiale: per questo deve essere gestito in modo centralizzato. Alcuni inquilini sono stati sollevati dalla notizia che non si sarebbero dovuti prendere cura delle piante, anche se coloro i quali fossero interessati, possono mettere a punto dei piccoli interventi di manutenzione, purché rispettino l’armonia comune. 

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