Pavimenti in cementine: nascita e accortezze per non rovinarlo

Pavimenti in cementine

Facili da trovare in ville signorili di campagna o in aree comuni di palazzine dei centri storici delle grandi città, questa tipologia di pavimentazione è la testimonianza di un boom edilizio dei primi anni del 900, a seguito di un aumento nella richiesta di materiali costruttivi relativamente economici e rapidi da posare.

Uno dei plus della cementine è la capacità di durare nel tempo, restando comunque una soluzione stilistica di successo e con ottimo gradimento estetico e decorativo.

Eppure, nonostante la sua composizione durevole e affidabile, necessita stare attenti al trattamento di pavimenti simili, onde evitare il rischio di intervenire in modo aggressivo e capace di danneggiarlo.

Pavimento in cementite danneggiato da acidi

Storia della cementine nel settore edile

Le classiche cementine di forma esagonale fanno la loro comparsa sulla scena mondiale verso la fine 800 grazie all’affinamento del processo di produzione del cemento Portland. 

Nei primi anni del 900 le cementine vengono utilizzate come rivestimento delle stazioni delle metropolitane di Parigi. L’avvento dell’industrializzazione delle principali città europee e italiane e il conseguente flusso migratorio della popolazione dalle campagne verso le città, diede grande impulso alla nascita di nuovi quartieri nelle periferie e questo tipo di pavimento venne inserito nei nuovi palazzi in cui era necessario un tipo di pavimento che fosse al contempo di veloce esecuzione, duraturo nel tempo e che potesse comunque dare decoro e stile agli ambienti. 

Con l’affermarsi degli stili Liberty e Dèco, si diffusero disegni floreali, greche e molti altri motivi che diedero pregio e importanza a questo tipo di pavimentazione.

Trattamento Pagi per pavimenti in cementine

Come non rovinare i pavimenti in cementine

Composte da mattonelle in cemento, la pavimentazione di cementine si caratterizza per la presenza di due strati meccanicamente compressi.

Un primo strato di base, di circa 2 cm di spessore, composto da cemento e sabbia.

Il secondo strato superficiale è invece di pochi millimetri ed è costituito da cemento, sabbia finissima, ossidi di ferro e pigmenti inorganici o più comunemente chiamata pastina.

A seguito della sua composizione particolare, è intuibile quanto non sia assolutamente consigliato un tipo di lavaggio ricco di acidi tamponati, come di norma per trattamenti disincrostanti. Il motivo è molto semplice; il rischio di intaccare lo strato superiore tanto da opacizzare l’aspetto della mattonella o macchiarla definitivamente, togliendo omogeneità e integrità del materiale stesso.

Inoltre, non bisogna dimenticare che in fase di posa, la cementine era soggetta trattamento di olio di lino. Ques’ultimo è incompatibile con prodotti sigillanti e trattamenti lucidanti. Quindi, onde evitare la rimozione del materiale di base che lo protegge, il trattamento deve essere idro-protettivo e senza utilizzo di sostanze disincrostanti.

Conviene quindi usare dei prodotti in grado lucidare o almeno capaci di creare un effetto lucido.

Nella manutenzione ordinaria, è quindi consigliabile utilizzare semplicemente acqua e detergente lavaincera. Una volta effettuata questa procedura, si può passare all'applicazione di trattamenti sigillanti antimacchia a effetto lucido

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