Cleaning professionale: la carta ancora protagonista del mercato

Cleaning professionale

Cleaning professionale: la carta ancora protagonista del mercato

Nonostante il periodo di alta modernizzazione nell’utilizzo sempre più massivo di strumentazione per l’igienizzazione degli ambienti, il cleaning professionale vede ancora l’affermarsi dell’utilizzo di carta.

Un trend positivo che viene registrato sia a livello consumer, sia nel settore delle imprese di pulizie.

Con un fatturato di oltre 540 milioni di fatturato e un crescita del 6% nel solo 2015, il settore vede un continuo margine di miglioramento. Crescita che ovviamente diventa esponenziale, se paragonata alle numeriche del 2014, dove l’inflessione era notevole con una leva che spingeva pesantemente verso mezzi di consumo riciclabile o meccanico.

Il miglioramento registrato dalle aziende del settore, indicano che l’export è aumentato, diventando alfa e omega di una crescita che da tre anni non vede arresto.

Il made in Italy respira un’aria pulita, considerando che si fa sempre più insistente la voce secondo cui l’universo della gamma produttiva italiana sia in aumento di fatturato.

Bobine e panni carta. Asciugamani in carta tessuto e altri articoli di consumo primario, hanno registrato un fatturato complessivo più alto addirittura di un prodotto di punta come i fazzoletti.


Asciugatore elettronico o carta

Un esempio che salta all’occhio è quello delle asciugamani. Un elemento di produzione che ha visto un vero e proprio rilancio nel mercato, dopo che l’ascesa delle apparecchiature “hand dryers” sembrava oramai aver ormai creato un nuovo standard di asciugatore delle mani.

Infatti, dopo i primi tre anni di crescita, l’installazione delle asciugatrici elettroniche ha visto una battuta di arresto notevole.

Quale è stato il fattore scatenante di quella che poi è stata una comprovata inversione di tendenza?

Per provare a rispondere a tale quesito, è forse il caso di guardare in direzione del segmento tissue.

Cambia la componente di carta e nasce un nuovo elemento che cela in se una parte di lavorazione in tessuto. Niente che possa essere considerato lavabile o riutilizzabile.

Ma cambia la sostanza dell’elemento di usufrutto. Ovvero, la qualità aumenta e cominciano a vedersi sempre più asciugamani misto carta e tessuto. In grado di garantire una maggiore consistenza in fase di utilizzo e un impatto più affidabili in termini di percezione del pulito.

La sfida che all’inizio sembrava solo stimolante, diventa con il tempo molto interessante.

Specie in ristoranti, autogrill e locali pubblici, rispondere alla soddisfazione dell’utente diventa uno standard.

Il cliente medio, intervistato sul quotidiano uso dei mezzi di primo consumo igienico, sostiene che la carta resta uno degli elementi che ispira più fiducia. Non solo in termini di pulizia casalinga ma anche dell’igiene personale.

Salviette, panno carta e di conseguenza, anche le asciugamani delle toilette pubbliche. Ecco, quindi, che un elemento resistente, in grado di ricordare la consistenza di un asciugamano con la facilità di utilizzo di un fazzoletto, torna ad essere così un’arma vincente.

hand dryers

Come fermare lo spreco di carta

In un mercato che cresce, si evolvono anche le funzionalità per il suo usufrutto.

Molte aziende hanno cominciato a lavorare su sistemi di erogazione di carta, sapone e salviette, in grado di minimizzare lo spreco, aumentandone anche la facilità di utilizzo.

Uno dei responsabili di Tork Reflex, importante azienda fornitrice del settore, conferma ad esempio che tutt’ora si sta lavorando per implementare nuove gamme di dispenser in grado di ridurre sprechi e consumi dei rotoli di carta, fino al 37%.

Come è possibile evincere, il settore è in continua evoluzione e risponde alla curva ascensionale di un segmento in crescita che finalmente può vantare un considerevole vantaggio sull’utilizzo di strumenti elettronici.

Come si è abitudine dire: “Il vecchio è il nuovo che avanza”

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